... cioè "se piove il giorno dell'Ascensione, per quaranta giorni non siamo senza".
Questo è forse il piú diffuso, in varie accezioni dialettali, fra i molti detti popolari che tentano di estrapolare il tempo futuro a partire dal tempo osservato in un giorno particolare. Oltre l'Ascensione, ritroviamo proverbi simili riferiti ad esempio all'Annunciazione (25 marzo), Santa Croce (3 maggio) e San Gottardo (4 maggio). È interessante notare che il detto sull'Ascensione si ritrova praticamente identico in tutta la Svizzera, nonostante la grande varietà climatica fra le diverse regioni. Il periodo di 40 giorni è quasi certamente di ispirazione biblica: questa infatti, secondo il Libro della Genesi, è la durata del diluvio universale.
Viene da sè la domanda sulla plausibilità scientifica di questi detti. Come tutte le previsioni basate sul tempo osservato in un giorno preciso, anche il proverbio sull'Ascensione non può avere grande validità scientifica e viene smentito dalle statistiche. A Locarno, ad esempio, dall'inizio delle osservazioni sistematiche il record di giorni di pioggia consecutivi è di 18 nel novembre 2002, ben lontani dai 40 del detto popolare e, oltretutto, in un altro periodo dell'anno.
L'origine del proverbio è probabilmente da ricercare nella constatazione che il mese di maggio (almeno in Ticino) è il periodo piú piovoso dell'anno, sia come quantità di pioggia, sia come numero di giorni piovosi. Le statistiche ci indicano che, mediamente, in maggio piove quasi un giorno su due. Il tempo ha inoltre sempre una certa "persistenza": la probabilità che piova un giorno qualsiasi di maggio è di circa il 50%, ma se oggi sta piovendo, allora la probabilità che piova anche domani è maggiore del 50% (probabilità condizionata). Perciò se piove il giorno dell'Ascensione, è abbastanza probabile che piova anche nei giorni successivi.
"S'u piòu ul dí de la Scenz par quaranta dí sem mia senz" (Chiggiogna)
