Ufficio federale di meteorologia e climatologia MeteoSvizzera

Attualità sul tempo

22 gennaio 2006

 

Moderato favonio sul versante sudalpino

 

Nella notte fra il 20 e il 21 gennaio un debole fronte freddo ha attraversato la regione alpina da nord verso sud. Dietro di esso sul versante sudalpino si è instaurata una moderata corrente favonica. Il vento da nord ha iniziato a scendere nelle vallate superiori già durante la mattinata di sabato 21 gennaio, mentre in pianura esso è giunto solo nella notte seguente, dopo il passaggio di una nuova saccatura in quota.

E' interessante dare un'occhiata all'andamento di alcune grandezze meteorologiche registrate in occasione dell'arrivo del favonio. Ad esempio in Valposchiavo il favonio è arrivato verso le ore 10:00 (locali) di sabato 21 gennaio, come indicato dal grafico seguente.

 

Grafico stazione di misura Robbia (Poschiavo)

Andamenti della temperatura, umidità, velocità e direzione del vento misurati nella mattinata di sabato 21 gennaio a Robbia (Valposchiavo).

L'arrivo del favonio è marcato da un importante rialzo termico che avviene in poco tempo (nel nostro caso in circa 30 minuti la temperatura aumento di 10 °C) e da una parallela diminuzione dell'umidità relativa. Con l'arrivo del favonio la massa d'aria precedente è sostituita da una massa d'aria con caratteristiche differenti, che sono messe appunto in evidenza dai diversi valori termici e igroscopici.

Il favonio è un vento caldo che si forma sul versante sottovento di una catena montuosa, scavalcata da una corrente d'aria. Mentre risale sul versante sopravvento l'aria si dilata, si raffredda (processo chiamato raffreddamento adiabatico), può raggiungere la condensazione e perdere parte del suo contenuto d'acqua nel caso si formino delle precipitazioni. Quando poi l'aria scende sul versante sottovento, durante la discesa essa è compressa (la pressione dell'aria infatti aumenta mentre ci avviciniamo al livello del mare) e si riscalda. Se l'aria ha perso in precedenza parte del suo contenuto in acqua, il riscaldamento è particolarmente efficace. Calcoli teorici indicano che l'aria può riscaldarsi al massimo di 1 grado ogni 100 metri di discesa. Domenica 22 gennaio sul mezzogiorno si misuravano al Gütsch (zona del S. Gottardo a 2287 metri di quota) -9.3 °C, mentre a Piotta ( a 1007 metri di quota) si misuravano +2.7 °C. L'aumento della temperatura dell'aria che scendeva dalla zona del S. Gottardo verso l'Alta Leventina era dunque di circa 0.93 °C ogni 100 m. Quasi il massimo premesso dalla Natura. Una situazione favonica, quasi perfetta dunque.

Di pari passo con il riscaldamento, l'aria si asciuga. In altre parole la sua umidità relativa diminuisce. Per questo motivo nelle ore centrali di domenica 22 gennaio a basse quote l'umidità relativa era al di sotto del 20 %. La trasparenza dell'aria, in presenza di una così bassa umidità relativa, diventa ottima, come illustrato dalla seguente foto.

 

Panorama da Locarno-Monti

Panorama ripreso il 22 gennaio da Locarno-Monti, in una giornata con moderata situazione favonica.

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