E' interessante dare un'occhiata all'andamento di alcune grandezze meteorologiche registrate in occasione dell'arrivo del favonio. Ad esempio in Valposchiavo il favonio è arrivato verso le ore 10:00 (locali) di sabato 21 gennaio, come indicato dal grafico seguente.
Andamenti della temperatura, umidità, velocità e direzione del vento misurati nella mattinata di sabato 21 gennaio a Robbia (Valposchiavo).
Il favonio è un vento caldo che si forma sul versante sottovento di una catena montuosa, scavalcata da una corrente d'aria. Mentre risale sul versante sopravvento l'aria si dilata, si raffredda (processo chiamato raffreddamento adiabatico), può raggiungere la condensazione e perdere parte del suo contenuto d'acqua nel caso si formino delle precipitazioni. Quando poi l'aria scende sul versante sottovento, durante la discesa essa è compressa (la pressione dell'aria infatti aumenta mentre ci avviciniamo al livello del mare) e si riscalda. Se l'aria ha perso in precedenza parte del suo contenuto in acqua, il riscaldamento è particolarmente efficace. Calcoli teorici indicano che l'aria può riscaldarsi al massimo di 1 grado ogni 100 metri di discesa. Domenica 22 gennaio sul mezzogiorno si misuravano al Gütsch (zona del S. Gottardo a 2287 metri di quota) -9.3 °C, mentre a Piotta ( a 1007 metri di quota) si misuravano +2.7 °C. L'aumento della temperatura dell'aria che scendeva dalla zona del S. Gottardo verso l'Alta Leventina era dunque di circa 0.93 °C ogni 100 m. Quasi il massimo premesso dalla Natura. Una situazione favonica, quasi perfetta dunque.
Di pari passo con il riscaldamento, l'aria si asciuga. In altre parole la sua umidità relativa diminuisce. Per questo motivo nelle ore centrali di domenica 22 gennaio a basse quote l'umidità relativa era al di sotto del 20 %. La trasparenza dell'aria, in presenza di una così bassa umidità relativa, diventa ottima, come illustrato dalla seguente foto.
Panorama ripreso il 22 gennaio da Locarno-Monti, in una giornata con moderata situazione favonica.
