Ufficio federale di meteorologia e climatologia MeteoSvizzera

Attualità sul tempo

28 giugno 2006

 

Il nubifragio di domenica notte

 

Con il progressivo riscaldamento della massa d'aria presente sul versante sudalpino, durante l'ultimo fine settimana si sono verificati alcuni temporali anche di forte intensità. Al nord delle Alpi hanno provocato delle grandinate con chicchi di grandine della grandezza di uova di gallina. Al sud delle Alpi oltre ad alcune grandinate, nella notte tra domenica 25 e lunedì 26, un nubifragio ha colpito la zona tra l'alto Luganese ed il Bellinzonese. In effetti, nell'atmosfera instabile, determinata da correnti da sudovest in quota, numerosi temporali si sono formati a più riprese sulle montagne tra il Monte Lema ed il Tamaro, dirigendosi poi verso il Bellinzonese, scaricando le abbondanti precipitazioni in particolare sulla Valle d'Indemini, l'Alto Vedeggio, la Val Morobbia e la Valle d'Arbedo, esaurendosi gradualmente verso nordest. Questa riformazione di nubi temporalesche sulla stessa zona è stata la causa delle importanti precipitazioni che hanno portato ai disagi in queste regioni.

 

Nubi temporalesche in fase di crescita, riprese da Mauro Guerini domenica sera 25.06.06 ore 21 da Varese in direzione Nord. Si tratta di cumulonembi in fase di formazione, in zona Monte Lema. "Cumulonimbus calvus" con una nube Pileus su quello di sinistra, indicatore di peggioramento, per l'arrivo di aria più umida, sollevata dalla nube stessa.

Quantitativi di precipitazione valutati nell'atmosfera a partire dai dati forniti dai radar meteorologici, caduti in 24 ore, tra domenica e lunedì 25-26 giugno 2006. Le punte in rosso rappresentano valori di precipitazione valutata a oltre 150 mm.

Localizzazione dei fulmini durante 2 ore, nella notte tra domenica e lunedi 25-26 giugno 2006 (programma Smartviewer). Il colore indica l'evoluzione nel tempo; dal blu, al giallo all'arancione e al rosso. Ne è deducibile la direzione del movimento. Le crocette rosse che riappaiono sul lato sinisto della grossa macchia di scariche, rappresentano il prossimo temporale che si riforma, per nuovamente dirigersi verso nordest. Secondo osservazioni visive e registrazioni sulla rete automatica di rilevamento al suolo, sia a Lugano che a Locarno Magadino, la maggior parte delle innumerevoli scariche elettriche si sono effettuate tra nube e nube o nella stessa nube, ad alta quota, mentre solo una minor parte sono formate tra la nube e la terra.

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