Dopo le nevicate di fine genaio, il tempo della regione alpina è di nuovo stato determinato dalla presenza di un vasto anticiclone con centro sulle Isole Britanniche. Mercoledì 8 febbraio, il sistema di alta pressione si è però ritirato sull'Atlantico, permettendo a una perturbazione di raggiungere l'Europa centrale da nord. Essa ha causato precipitazioni nevose nella Svizzera Centrale e orientale, ma non è stata rilevata al sud delle Alpi, se non per un po' di nuvolosità lungo le Alpi e debolissime precipitazioni. La perturbazione è però stata seguita da aria fredda che al sud è arrivata sottoforma di favonio, facendo salire la temperatura in pianura fin quasi a 10 gradi, mentre nelle Alpi le condizioni sono tornate prettamente invernali con circa -10 gradi a 2000 metri di altitudine e forte vento. Il ricambio di massa d'aria ha avuto il benefico effetto, nelle nostre regioni, di spazzare la foschia e l'inquinamento presenti; le correnti settentrionali sono comunque state abbastanza sostenute da ripulire anche buona parte della Valpadana fino negli strati più bassi dell'atmosfera. L'aria favonica, che ricordiamo è aria discendente (o sussidente), oltre a subire un riscaldamento (circa 1 grado ogni 100 m di caduta), diventa anche man mano più secca e venerdì pomeriggio i valori dell'umidità relativa in pianura sono scesi a 15-20%. La scarsità di umidità e la quasi assenza di particelle solide di inquinamento o di origine naturale ha così favorito un'ottima visibilità e dalle Prealpi Ticinesi è stato possibile vedere le Alpi Italiane occidentali e individuare il Monviso, situato a poche decine di chilometri a sud delle piste delle Olimpiadi.
Giochi di luci e ombre sul Verbano che si inoltra verso sud, con cielo sereno e ottima visibilità.

