La prima settimana di settembre è stata contrassegnata da abbondanti precipitazioni che hanno toccato soprattutto una fascia tra Centovalli/Onsernone, valle Maggia, valle Verzasca, valle Leventina e val di Blenio. Nelle altre regioni del sud delle Alpi i quantitativi sono stati nettamente meno importanti e in particolare nel Mendrisiotto le piogge sono risultate molto modeste. Tra mercoledì 3 settembre e domenica 7 settembre (în circa 90 ore) sono caduti da un minimo di ca. 40 litri di acqua per metro quadro a Stabio a oltre 400 litri (stima) nelle zone maggiormente toccate del Sopraceneri.
Le precipitazioni sono state causate da un massiccio appporto di aria caldo-umida dal Mediterraneo che nel suo spostamento verso nord è stata destabilizzata dalle Alpi (sbarramento). L'aria particolarmente calda, in pianura si è avuta anche una sensibile fase di scirocco, ha mantenuto elevato il limite delle nevicate (oltre i 3000 metri di quota). Le precipitazioni sono così cadute sottoforma liquida su praticamente tutto il territorio e hanno causato un vistoso aumento della portata dei fiumi e del livello del Verbano. Attorno a mezzogiono di domenica i deflussi hanno raggiunto le punte massime con ca. 1100 metri cubi al secondo per il Ticino, 2100 per la Maggia e 550 per la Verzasca. Il livello del Verbano si è invece avvicinato alla soglia di guardia (195 m slm).
Fig. 1: Distribuzione delle precipitazioni cadute tra mercoledì e domenica, in litri per metro quadro (valori stimati).
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Fig. 2: Andamento del deflusso del Ticino misurato a Bellinzona (dati e grafico: BAFU).
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