Ufficio federale di meteorologia e climatologia MeteoSvizzera

Attualità sul tempo

18 agosto 2006

 

Addio estate?

 

Dopo un mese di luglio fra i piú caldi dall'inizio dei rilevamenti, i cambiamenti meteorologici delle ultime settimane fanno sorgere una domanda ricorrente: è finita l'estate? Dobbiamo togliere felpe e pullover dalla naftalina? La risposta sintetica è "non ancora". Vediamo di dare qualche dettaglio.

 

Caldo e siccità

Oltre al caldo eccezionale di luglio, è degna di nota un'altra anomalia meteorologica ben piú prolungata: la siccità che interessa il sud delle Alpi da piú di 3 anni. Il triennio 2003-2005 è in effetti il piú asciutto mai registrato sulla nostra regione, a causa della quasi totale mancanza delle precipitazioni prolungate tipiche della primavera e dell'autunno.

All'inizio di agosto sono iniziati i cambiamenti. Dapprima si è verificata un'invasione di aria polare, che al nord delle Alpi e in montagna ha portato un notevole raffreddamento. In pochi giorni le temperature sono scese anche di 20 gradi a basse quote e la neve è calata fin sotto i 2000 m, imbiancando le cime e alcuni passi alpini. A sud delle Alpi, grazie ad un effetto favonico, il calo di temperatura è stato molto piú limitato.

 

Precipitazioni in corso

Dopo il raffreddamento, a partire dalla sera di Ferragosto sono arrivate anche le precipitazioni al sud, provocate da una rotazione del vento a sudovest, che ora soffia in montagna con forte intensità e porta parecchia umidità dal Mediterraneo Occidentale verso le Alpi. Fino a questo momento (17 agosto 2006 a mezzogiorno) sono caduti oltre 200 mm (o litri per metro quadrato) su alcune zone della Valle Maggia e Centovalli. Le altre zone sono state meno toccate dal fenomeno: sul Sottoceneri e la Bassa Mesolcina, ad esempio, i quantitativi sono risultati circa 10 volte inferiori.

Le piogge continueranno presumibilmente a cadere fino a sabato compreso, con accumuli anche importanti sulle stesse regioni toccate finora. Le correnti da sudovest sono umide, ma anche molto miti: durante tutto l'evento il limite delle nevicate non dovrebbe scendere di molto sotto i 3000 m. Questi due fattori combinati determineranno una notevole crescita della portata dei fiumi e del livello del Verbano.

A sud delle Alpi (prendendo Locarno-Monti come stazione di riferimento) un periodo di precipitazioni importanti e prolungate non si verificava piú dal novembre 2002, data dell'ultima esondazione del Verbano. Fortunatamente, nella situazione attuale, il lago parte da un livello estremamente basso, perciò il pericolo di esondazione è molto remoto. I modelli numerici combinati di MeteoSvizzera e della SUPSI prevedono un livello massimo attorno ai 194 m, ancora lontano dal livello di guardia di 195.

AGGIORNAMENTO 18 agosto 2006: nella notte le precipitazioni si sono di nuovo intensificate e hanno toccato ancora una volta soprattutto la zona fra Centovalli e Onsernone, in misura minore le zone confinanti. Le precipitazioni totali dall'inizio dell'evento superano localmente i 500 mm (Calezzo-Intragna 507 mm, Mosogno 422, Camedo 386, Sonogno 369). Sono stati segnalati locali scoscendimenti con chiusura di vie di comunicazione. Al di fuori di questa zona in quantitativi scendono rapidamente. La Maggia ha raggiunto per un breve periodo la portata di 1500 metri cubi al secondo nella seconda parte della scorsa notte. Una portata di quest'ordine non si rilevava piú dal novembre 2002, in occasione dell'ultima esondazione del Verbano. Il livello del lago continua a salire (stamattina 193.07 m), ma siamo ancora molto lontani dal livello di allarme di 195. I modelli prevedono un livello massimo attorno a 193.70 per la sera di sabato 19 agosto.

 

Stato di allerta di grado 1

Localmente sono possibili allagamenti o piccoli scoscendimenti, ma non sono attesi dissesti gravi o generalizzati. È tuttavia giustificata l'attivazione dello stato di allerta di grado 1, il piú basso (vedi carta dei pericoli).

 

È normale questa variabilità?

Cambiamenti del tempo cosí marcati e repentini fanno sorgere una domanda: è normale tutto ciò? Lo è: in agosto il regime generale della circolazione atmosferica sul centro Europa inizia a cambiare. Mentre in luglio le condizioni sono (in media) essenzialmente anticicloniche e caratterizzate da venti deboli, in agosto il limite della massa d'aria polare inizia ad avvicinarsi alle Alpi e a formare della ondulazioni. Questo fenomeno provoca una maggiore variabilità e non sono rare invasioni di aria fredda, soprattutto a nord delle Alpi. La stessa cosa era successa, ad esempio, anche lo scorso anno con circa una settimana di anticipo.

 

Torneranno il caldo e il sole?

La situazione attuale, con sbarramento da sud e precipitazioni intense, si dovrebbe esaurire entro domenica, quando tornerà il sole e le temperature saliranno di nuovo a valori molto gradevoli, con massime vicine ai 25 gradi. La fine dell'estate non è dunque ancora arrivata!

 

Fiume Maggia, 17.8.2006

Il fiume Maggia a Solduno, la mattina del 17 agosto, aveva una portata di circa 240 metri cubi al secondo. Il valore normale è inferiore ai 10 metri cubi al secondo. (Foto: G. Kappenberger)

Ponte Brolla, 17.8.2006

L'Orrido a Ponte Brolla, sempre la mattina di giovedí 17 agosto 2006. (Foto: G. Kappenberger)

Somma precipitazioni 16.8.2006

Somma delle precipitazioni su 24 ore (rilevata dalla rete radar meteorologica di MeteoSvizzera) per mercoledí 16 agosto 2006. Si noti la distribuzione molto irregolare della pioggia, con un massimo sulle Centovalli/Vallemaggia/Locarnese.

Foce della Maggia 18.8.2006

18 agosto 2006: il legname trasportato dalla Maggia raggiunge il Verbano e si dispone a forma di spirale, evidenziando le correnti normalmente invisibili.

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